Materiali, sostenibilità e catena del valore

Materiali e sostenibilità nella catena del valoreI materiali impiegati nella realizzazione di un prodotto e le loro lavorazioni non sono un anello neutro della catena del valore, ma al contrario sono una variabile fondamentale per la sua determinazione.
I materiali di ultima generazione, in particolare quelli plastici, oltre a possedere le caratteristiche richieste dal mercato per lo specifico prodotto, devono rispondere anche a requisiti di sostenibilità. Ciò implica che il materiale deve essere valutato, oltre che sulla base delle tradizionali caratteristiche: meccaniche, tecnologiche, fisiche e di impiego, anche in relazione ad aspetti ambientali, economici e sociali.

La valutazione di sostenibilità di un materiale implica prendere in considerazione tutto il suo ciclo di vita, a partire dall’ottenimento della materia prima/seconda, passando attraverso le fasi di trasformazione, la fase di utilizzo del prodotto, fino alla sua dismissione o riciclo. In tutto il suo ciclo il materiale deve dare minimi impatti ambientali, avere un minimo “ life cost” e non creare problemi sociali.

Nel settore dei materiali plastici difficilmente si raggiungono tali obiettivi partendo da un materiale generico disponibile in commercio, ma, sempre più frequentemente, si ricorre alla “taylorizzazione” del materiale, cioè la creazione di un materiale fatto su misura per lo scopo a cui è destinato. Questo implica effettuare un percorso diverso rispetto a quello tradizionale dove, partendo dai requisiti del prodotto, si arriva all’individuazione del materiale più idoneo confrontando le caratteristiche di quelli disponibili sul mercato e scegliendo quello che soddisfa maggiormente le nostre esigenze. Avere un materiale ad hoc per l’impiego previsto vuol dire compiere un percorso diverso, che parte sempre dai requisiti del prodotto, passa attraverso la progettazione del materiale in modo da soddisfare nel migliore dei modi tali requisiti e si completa attraverso lo studio del suo ciclo di vita per poter rispondere positivamente anche in termini di sostenibilità.

In tale ottica si inseriscono gli “up grade” di materiali plastici di riciclo, sia post-uso che da recuperi di produzione, ottenuti tramite rinforzi con fibre naturali o minerali micronizzati. Questi materiali vengono realizzati a seguito di uno studio globale che tiene conto del processo tecnologico di trasformazione, dei requisiti di utilizzo (resistenza, rigidezza, resilienza, autoestinguenza, verniciabilità, antigraffio,etc.) e dei requisiti di sostenibilità ( riciclabilità, bassi impatti ambientali, bassi consumi di risorse, bassi costi, etc.).

Riprendendo la considerazione iniziale, nella quale si è visto che il materiale costituente un prodotto è un anello fondamentale della sua catena del valore perché è uno dei principali canali attraverso cui l’utilizzatore percepisce il valore del prodotto stesso; ci dobbiamo chiedere: l’utilizzo di materiali progettati ad hoc per uno specifico impiego ha un effetto positivo sulla catena del valore?

La risposta non può essere che positiva per i seguenti motivi:

  • un materiale progettato appositamente per una specifica applicazione risponde meglio ai requisiti del prodotto e aumenta la percezione di valore da parte dell’utilizzatore;
  • è un materiale progettato per rispondere anche ai requisiti di sostenibilità, che sono sempre più premiati dal mercato;
  • è un materiale più facilmente tutelabile nei confronti della concorrenza rispetto ad un materiale generico, ed anche questo è un elemento che contribuisce a creare valore.

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